Il Regolamento (UE) 2024/1781 (noto come Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili o ESPR) ha introdotto, tra le misure per favorire la sostenibilità ambientale, una svolta epocale nella gestione delle eccedenze di magazzino nell’Unione Europea, imponendo trasparenza e vietando pratiche di smaltimento dannose anche con riferimento al settore tessile, abbigliamento, calzature e accessori.
In particolare l’ESPR ha previsto un articolo specifico (l’Articolo 25) che vieta dal 19 luglio 2026 (24 mesi dopo l’entrata in vigore del Regolamento quadro) alle grandi imprese (oltre 250 dipendenti e 50 milioni di € di fatturato o 43 milioni di totale di bilancio) la distruzione dei prodotti di consumo invenduti, imponendo alle grandi aziende che non possono più avviare a termovalorizzatore o discarica i capi integri, di seguire il seguente ordine di priorità:
- Donazione
- Riutilizzo
- Riciclo
Per le medie imprese (tra 50 e 249 dipendenti) il medesimo obbligo scatterà dal 19 luglio 2030 mentre è prevista un’esenzione permanente per le micro e piccole imprese (sotto i 50 dipendenti e 10 milioni di € di fatturato).

