Dal 7 maggio sono entrate in vigore le regole attuative previste dal Decreto Legislativo n. 51 del 2 aprile 2026 sulla disciplina delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per i prodotti artigianali e industriali, estendendo un sistema di riconoscimento già applicato a prodotti non agroalimentari e quindi riconducibili anche al settore MODA, al tessile, al cuoio, ai pizzi, alla pelletteria e ad altre produzioni manifatturiere territoriali.
Il provvedimento definisce le fasi della procedura nazionale di:
- registrazione delle Indicazioni Geografiche Tipiche per i prodotti artigianali e industriali tramite il sistema nazionale coordinato dalla DGPI-UIBM – Direzione Generale per la Proprietà Intellettuale-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi;
- controllo e verifica sulla conformità dei prodotti;
- sistemi di vigilanza contro usi impropri della denominazione; sanzioni penali e amministrative (da 500 euro a 24.000 euro) in caso di violazioni.
- modifica del disciplinare di produzione;
- cancellazione della registrazione individuando nel Ministero delle Imprese e del made in Italy l’autorità competente per la fase nazionale di tali procedure nonché per quelle a livello di Unione europea.
Nel dettaglio:
- Fase nazionale: le associazioni di produttori oppure un produttore o un’autorità locale o regionale (secondo le specifiche condizioni previste dal Decreto) depositano la domanda tramite il portale di deposito on line (https://servizionline.uibm.gov.it) della DGPI-UIBM. La divisione competente della DGPI-UIBM procede all’esame formale e sostanziale e gestisce eventuali opposizioni nazionali.
- Fase a livello UE: in caso di esito positivo, la DGPI-UIBM trasmette la domanda all’EUIPO-Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, che decide sull’approvazione finale o il rigetto. La Commissione europea interviene solo in casi specifici definiti dal Regolamento (UE) 2023/2411.
Come pubblicato sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/le-indicazioni-geografiche/igp-ue-per-i-prodotti-artigianali-e-industriali), la modulistica aggiornata per la compilazione della documentazione da allegare alla domanda di registrazione di un’IGP UE è disponibile ai seguenti link:
Il modulo del documento unico è un webform che si compila direttamente dall’applicativo di deposito.
Per informazioni su come compilare il disciplinare di produzione: https://uibm.mise.gov.it/images/Disciplinare.pdf
Si evidenzia che le imprese della moda potranno valorizzare prodotti legati a uno specifico territorio attraverso una IGP europea riconosciuta ufficialmente. Potranno rientrare, ad esempio: tessuti tradizionali, pizzi, lavorazioni in pelle e cuoio, produzioni manifatturiere storiche, articoli artigianali con forte reputazione territoriale.
Secondo Federazione Moda Italia-Confcommercio, il nuovo sistema può rappresentare una leva strategica per differenziare i prodotti dalla concorrenza standardizzata; rafforzare la narrazione commerciale e il valore del Made in Italy; tutelare competenze tradizionali e filiere locali; aumentare attrattività turistica e territoriale; offrire maggiori garanzie di autenticità al consumatore. Per i negozi di moda, la IGP può diventare anche uno strumento di marketing territoriale e di valorizzazione dell’identità locale.
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