Giulio Felloni: «La firma del Protocollo d’intesa è un risultato importante per una voce europea più forte e autorevole. Le regole europee devono riconoscere le specificità del dettaglio moda e garantire condizioni di concorrenza eque tra negozi fisici e operatori digitali»
Bruxelles, 5 novembre 2026 – Rafforzare la rappresentanza del dettaglio moda nelle politiche europee, costruire alleanze internazionali e tutelare la competitività delle imprese. Sono questi i risultati al centro della missione del Consiglio Nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio a Bruxelles presso la sede europea di Confcommercio, che ha portato a due importanti sviluppi.
Il primo riguarda la firma del Protocollo d’Intesa con la Fédération Nationale de l’Habillement (FNH) francese, per rafforzare la collaborazione europea e la definizione di un quadro di cooperazione tra le due Federazioni che consentirà di affrontare le sfide comuni che entrambe si trovano quotidianamente a gestire a fianco dei negozi rappresentati e di dare ancora maggiore forza alle loro istanze nei confronti dei decisori politici.
«Vogliamo costruire una voce europea più forte e autorevole per le imprese della moda – aggiunge Felloni –. Il nostro principio guida è chiaro: non subire le decisioni, ma partecipare al dialogo».
Federazione Moda Italia-Confcommercio continuerà a presidiare le politiche europee chiedendo regole eque tra commercio fisico e digitale, contrasto alle asimmetrie competitive e all’ultra fast fashion, sostegno nelle politiche di coesione alle micro e piccole imprese per innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e strumenti concreti per la rigenerazione commerciale dei centri urbani.
Il secondo importante risultato arriva dalla Commissione europea che ha annunciato proprio il 4 novembre il ritiro dalla sua agenda della proposta di Regolamento sui ritardi di pagamento (Late Payment Regulation), che prevedeva un limite generalizzato di 30 giorni anche per le transazioni commerciali tra imprese (B2B).
«È un risultato importante per il dettaglio moda – dichiara Giulio Felloni, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio – che abbiamo raggiunto dopo anni di lavoro. Un limite rigido di 30 giorni avrebbe penalizzato un settore caratterizzato da una programmazione degli acquisti con 8-10 mesi di anticipo rispetto alla vendita, senza tenere conto delle specificità organizzative e commerciali della filiera».

