Federazione Moda Italia-Confcommercio esprime la preoccupazione del settore per l’invasione di prodotti di moda ultra fast fashion che sta invadendo il Mercato UE e chiede al Ministro Urso l’attivazione del Tavolo del Commercio

Nel 2024, sono entrati nel mercato della UE circa 4,6 miliardi di spedizioni di modesto valore (per un valore pari o inferiore a 150 EURO), l’equivalente di 12 milioni di pacchi al giorno, una cifra raddoppiata rispetto all’anno precedente.
Per Giulio Felloni, Presidente di Federazione Italia-Confcommercio: “È urgente trovare un equilibrio tra protezione dei consumatori, concorrenza leale e sostenibilità, promuovendo nel contempo un commercio elettronico sicuro e di alta qualità nell’UE e, soprattutto, capace di rispondere al principio dello ‘Stesso mercato, stesse regole’. Serve una normativa capace di riportare ordine ad un settore, quello della moda, che si trova di fronte ad una concorrenza che non appare sicuramente leale. La regolamentazione della responsabilità estesa del produttore tessile e l’abolizione dell’esenzione dai dazi per i pacchi di valore modesto al di sotto degli attuali 150 euro, con l’introduzione di un contributo fisso (una sorta d’imposta ambientale) per ciascun pacco proveniente da Paesi terzi, da destinare ad un fondo a sostegno della digitalizzazione e della transizione sostenibile delle PMI del commercio, sono le nostre proposte per ridare equilibrio e vigore anche al commercio di moda di prossimità”.

In previsione del Tavolo della Moda del 17 novembre annunciato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, afferma: “Esprimiamo apprezzamento per l’intenzione del Ministro Urso di convocare un Tavolo della Moda per affrontare le urgenze del settore. Riteniamo indispensabile che tutte le componenti della filiera facciano squadra affinché questa funzioni al meglio. Per questo attendiamo l’attivazione al più presto del Tavolo del Commercio sulle urgenze della distribuzione commerciale in un momento così delicato per la moda italiana. Confidiamo, pertanto, il coinvolgimento di Federazione Moda Italia-Confcommercio anche nelle considerazioni di carattere strategico che possono determinare il rilancio dei consumi, poiché gli imprenditori commerciali hanno un ruolo fondamentale nel rapporto con i consumatori finali”.

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