Il 28 gennaio Federazione Moda Italia–Confcommercio è intervenuta in IX Commissione del Senato, portando la voce di 200.000 negozi di moda italiani nell’audizione sullo schema di Decreto Legislativo (AG n. 367) di attuazione del Regolamento UE 2023/2411 sulle Indicazioni Geografiche Protette per i prodotti artigianali e industriali. (Clicca qui per il contributo di Federazione Moda Italia-Confcommercio depositato in IX Commissione del Senato).
Nel corso dell’audizione (pubblicata dal minuto 28′ sulla WevTv del Senato della Repubblica) il Segretario Generale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Massimo Torti, ha sottolineato il fatto che i negozi di moda non sono solo luoghi di vendita, ma presìdi economici, sociali e culturali dei territori, anelli strategici della filiera del Made in Italy e primi interlocutori del consumatore.
Federazione Moda Italia–Confcommercio ha espresso una valutazione positiva dell’estensione delle IGP al settore moda, evidenziandone il valore in termini di:
- qualificazione del prodotto,
- rafforzamento della narrazione commerciale,
- differenziazione dall’offerta standardizzata,
- sostegno alle filiere locali, all’occupazione, alle competenze tradizionali,
- crescita dell’attrattività dei territori e del turismo.
Affinché le IGP diventino uno strumento realmente efficace, la Federazione ha però sottolineato la necessità di procedure semplici, comunicazione chiara ai consumatori, controlli credibili e un coinvolgimento attivo del commercio nelle politiche di valorizzazione.
Per questo sono state proposte campagne informative, iniziative di formazione per i negozi, strumenti di promozione integrata e un confronto strutturato tra istituzioni, produzione e retail.
Dal punto di vista dei punti vendita è inoltre fondamentale evitare oneri eccessivi e garantire sanzioni proporzionate, distinguendo chiaramente le responsabilità tra chi produce e dichiara la conformità IGP e chi distribuisce il prodotto. In questo senso, la Federazione ha proposto una norma a tutela dei dettaglianti in buona fede, rafforzando i controlli a monte della filiera. Le IGP rappresentano una grande opportunità per la moda italiana solo se includono davvero il commercio, riconoscendone il ruolo di ambasciatore dei territori e del Made in Italy.
Clicca qui per la notizia su IGP – Indicazione Geografica Tipica dell’UE per i prodotti artigianali ed industriali anche di Moda – tessuti, pizzi, cuoi e pelli

