
L'Europarlamento dice sì al marchio "Made In"
Adottata la risoluzione per l'introduzione del marchio "made in" per un certo numero di prodotti importati nell'Unione europea. Urso: "ulteriore spinta verso l'etichettatura obbligatoria".
Con 529 sì, 27 no e 37 astenuti il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione per l’introduzione del marchio 'made in' per un certo numero di prodotti importati nell’Ue.
La risoluzione sollecita la commissione Ue a mantenere inalterata la sua proposta e ad avviare dal primo dicembre, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, consultazioni e contatti fra Parlamento e Consiglio con la procedura legislativa ordinaria.
La risoluzione si rifà alla dichiarazione scritta che alla fine del 2007 venne sottoscritta da una larga maggioranza degli eurodeputati e ricorda che il marchio made in si applicherebbe ad un numero limitato di prodotti: tessili, gioielleria, abbigliamento, calzature, mobili, cuoio, apparecchi per illuminazione, oggetti di vetro, ceramiche e borsette.
“Accogliamo con grande favore la risoluzione del Parlamento Europeo, promossa in modo bipartisan e votata a larghissima maggioranza, che è un’ulteriore spinta per raggiungere a breve l’obiettivo del regolamento che rende obbligatoria l’etichettatura sulle merci in ingresso nel mercato comunitario”.
Questo il commento di Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero.
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